QUBY, Computer quantistico che cracca qualunque password

da | Feb 20, 2020 | TECHNOLOGY | 0 commenti

Active Cypher presenta un prototipo di computer quantistico che può essere utilizzato per aggredire qualunque password, anche l’algoritmo crittografico AES-256 sarebbe a rischio.

La potenza computazionale delle moderne GPU, soprattutto se utilizzate in parallelo, consente di sferrare attacchi brute force efficaci: in questo modo risalire alle credenziali altrui potrebbe essere questione di poco tempo. Active Cypher ha costruito un computer quantistico, di nome QUBY, che consente di ridurre i tempi per condurre un attacco brute force, anche se venissero usati algoritmi crittografici come AES-256.

Utilizzando hardware del valore di 600 dollari, il fondatore di Active Cypher, Dan Gleason, ha creato un computer quantistico portatile, QUBY, che deriva da qubit (unità base di informazione quantistica), che servendosi di algoritmi quantistici aperti è capace di svolgere attività di cracking su qualunque tipo di credenziale d’accesso conservata in forma crittografata.

Le parole di Gleason:

Dopo anni in cui abbiamo previsto questo tipo di pericolo e i ripetuti avvertimenti circa l’utilizzo di protocolli intrinsecamente insicuri, soprattutto in ottica futura, ho deciso di prendermi una settimana e di realizzare un prototipo. Spero che QUBY possa aumentare la consapevolezza di come le minacce alla sicurezza derivanti dall’utilizzo del calcolo quantistico non siano riservate a progetti sponsorizzati da governi a fronte di finanziamenti da miliardi di dollari ma possano essere realizzati su scala molto più ampia e in ambito locale.

Gli esperti di sicurezza informatica ritengono che il calcolo quantistico possa portare al tramonto dello standard AES-256.

Mike Quinn, Chief Strategy Officer di Active Cypher ha aggiunto:

La potenza di QUBY mette in evidenza le vulnerabilità intrinseche della maggior parte delle infrastrutture di sicurezza IT. I vantaggi del calcolo quantistico saranno senza dubbio numerosi: utilizzandolo, un giorno forse si sarà in grado di individuare cure contro il cancro e sviluppare soluzioni per la fame nel mondo. Ma sarebbe da incoscienti non rendersi conto dei pericoli che una tale tecnologia può introdurre nel caso in cui cadesse nelle mani di soggetti malintenzionati.

La “sacralità” della crittografia convenzionale è morta secondo Active Cypher che ha sviluppato un modello che prevede l’utilizzo di algoritmi crittografici di tipo dinamico concepiti per contrastare l’utilizzo di approcci quantistici.


Gleason spiega che la soluzione crittografica proposta da Active Cypher:

Non si basa sulla soluzione di un problema matematico. Poggia sull’utilizzo di una chiave molto grande, casuale, che viene utilizzata per creare il testo cifrato offuscato, senza alcuna informazione spia all’interno del testo cifrato. È impossibile derivare la chiave crittografica attraverso tentativi di fattorizzazione-tradizionali (“brute forcing”) che fanno leva sul testo cifrato per estrarre informazioni chiave.

QUBY inserito nell’apposito zaino.

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